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giovedì 6 settembre 2012

Todesfuge (Fuga di Morte) - Paul Celan

E' stata la mia poesia preferita per tanto tempo... come poteva mancare? Davvero magnifica in tedesco.



FUGA DI MORTE

Nero  latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza.
Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti
Lui grida vangate più a fondo il terreno voi e voi cantate e suonate
impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza
Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti
Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell’aria
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti
Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e la mattina beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell’aria
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco
i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith

Todesfuge

Schwarze Milch der Frühe wir trinken sie abends
wir trinken sie mittags und morgens wir trinken sie nachts
wir trinken und trinken
wir schaufeln ein Grab in den Lüften da liegt man nicht eng
Ein Mann wohnt im Haus der spielt mit den Schlangen der schreibt
der schreibt wenn es dunkelt nach Deutschland dein goldenes Haar Margarete
er schreibt es und tritt vor das Haus und es blitzen die Sterne er pfeift seine Rüden herbei
er pfeift seine Juden hervor läßt schaufeln ein Grab in der Erde
er befiehlt uns spielt auf nun zum Tanz
Schwarze Milch der Frühe wir trinken dich nachts
wir trinken dich morgens und mittags wir trinken dich abends
wir trinken und trinken
Ein Mann wohnt im Haus der spielt mit den Schlangen der schreibt
der schreibt wenn es dunkelt nach Deutschland dein goldenes Haar Margarete
Dein aschenes Haar Sulamith wir schaufeln ein Grab in den Lüften da liegt man nicht eng
Er ruft stecht tiefer ins Erdreich ihr einen ihr andern singet und spielt
er greift nach dem Eisen im Gurt er schwingts seine Augen sind blau
stecht tiefer die Spaten ihr einen ihr andern spielt weiter zum Tanz auf
Schwarze Milch der Frühe wir trinken dich nachts
wir trinken dich mittags und morgens wir trinken dich abends
wir trinken und trinken
ein Mann wohnt im Haus dein goldenes Haar Margarete
dein aschenes Haar Sulamith er spielt mit den Schlangen
Er ruft spielt süßer den Tod der Tod ist ein Meister aus Deutschland
er ruft streicht dunkler die Geigen dann steigt ihr als Rauch in die Luft
dann habt ihr ein Grab in den Wolken da liegt man nicht eng
Schwarze Milch der Frühe wir trinken dich nachts
wir trinken dich mittags der Tod ist ein Meister aus Deutschland
wir trinken dich abends und morgens wir trinken und trinken
der Tod ist ein Meister aus Deutschland sein Auge ist blau
er trifft dich mit bleierner Kugel er trifft dich genau
ein Mann wohnt im Haus dein goldenes Haar Margarete
er hetzt seine Rüden auf uns er schenkt uns ein Grab in der Luft
er spielt mit den Schlangen und träumet der Tod ist ein Meister aus Deutschland
dein goldenes Haar Margarete
dein aschenes Haar Sulamith

domenica 2 settembre 2012

Come un cane - Sissi Tursi

L'altra mattina mi sono svegliata piangendo. Avevo sognato di essere un cane abbandonato.




Come un cane


Ti ho rincorso come un cane
abbandonato sulla strada appena fatta assieme,
con il cuore che esplode,
scava il petto,
risale nella gola che brucia
ed esce bagnato dagli occhi.
Con l’angoscia e la paura
incredula continuavo a correre, correre, correre,
fino a non poterne più,
affannandomi per raggiungerti e capire,
cercando di scacciare l’evidenza
che tu neanche una volta
hai rallentato o ti sei voltato indietro.
Poi finalmente magnanimo, hai deciso di fermarti.
Ed io fedele mi sono accucciata paziente
a leccarti i piedi un’altra volta
nella vana attesa di una moina,
di una carezza.
Ma invece, all’ennesimo calcio,
per paura di poterti mordere, mi sono allontanata,
e sola e disorientata vago ora,
desiderosa e diffidente insieme
delle mani ignote che mendaci promettono tenerezze.
E’ una triste storia questa.
Soprattutto per chi ha sempre impersonato
il felino indipendente.

sabato 1 settembre 2012

Mi sono innamorata - Alda Merini

Come saperlo spiegare meglio? Bellissima!



Mi sono innamorata


Mi sono innamorata
delle mie stesse ali d'angelo, delle mie nari che succhiano la notte,      
mi sono innamorata di me
e dei miei tormenti.
Un erpice che scava dentro le cose,
o forse fatta donzella
ho perso le mie sembianze.
Come sei nudo, amore,
nudo e senza difesa:
io sono la vera cetra
che ti colpisce nel petto
e ti dà larga resa.

(da "Vuoto d'amore")

lunedì 27 agosto 2012

E tornerà l'inverno - Sissi Tursi


E tornerà l'inverno


Oh quante stelle stanotte
e niente luna.
E questo vento leggero
che preannuncia,
frettoloso,
un cambio di stagione
inaspettato.
Qui, dall’alto dei tetti,
come in cima agli alberi alti,
dondolando alla ninna nanna
cantata dal vento.
E tornerà l’inverno
Senza che tu abbia goduto
della mia pelle abbronzata
o baciato il mio sudore.
Tu sei l’inverno per me.
I miei ricordi con te
si accompagnano sempre
al vento freddo.
D’altronde,
come quello dell’anima mia.

sabato 25 agosto 2012

Notturno - Francesco Picca

         Gentili lettori,
prima di passare alla lettura dei miei versi, desidererei che vi soffermaste su questa pagina innanzitutto per ricevere il mio doveroso, grato saluto e, poi, per consentirmi di intrattenervi brevemente sulla poesia.
   Non mi occuperò ovviamente della mia poesia, ma bensì di quella del Maestro Mario Lovri, che ha realizzato la copertina.
  Egli, con il consueto impegno e la rara sensibilità del vero Artista, è riuscito a rappresentare in maniera completa e perfetta le cose, i luoghi e perfino i moti dell'animo, che ho cercato di tradurre in versi.
Poesia non è solamente quella forma letteraria che tutti conosciamo; poesia può essere anche ciò che è bello, che incanta, che produce emozioni, che risveglia sentimenti sopiti.
  Poiché la copertina di Lovri produce tali meravigliose reazioni, vorrei considerarla, nell'ordine, come la prima poesia di questa raccolta o, se preferite, il prologo.

                                       FRANCESCO PICCA


NOTTURNO

Luna
che nel chiarore astrale
per mille e mille vie
conduci i miei pensieri
posami raggi sulle guance sfiorite.
Carezze felpate
di vaghezze infinite.

giovedì 23 agosto 2012

Come in un quadro di Magritte - Sissi Tursi



Come in un quadro di Magritte - 1° agosto 2012

 

La luna piena
sotto una coltre di nubi
fa il cielo luminoso.
Tutt’intorno
notte.

martedì 21 agosto 2012

L'ultima volta che ci siamo visti - Anna Achmatova

Una donna, la poesia, la Russia mia e di chi la ama come me.





L'ultima volta che ci siamo visti (1914)

L'ultima volta che ci siamo visti
E' stato al solito posto, sul lungofiume.
La Neva era gonfia
Minacciava di straripare.

Alludevi ai capricci dell'estate,
Al fatto che per una donna è sciocco poetare.
Com'erano alti il palazzo dello zar
e la fortezza dei santi Pietro e Paolo -

Nulla era nostro, neanche l'aria.
Era un dono di Dio, così portentoso
Che in quell'attimo mi fu elargita
L'estrema canzone del mio tempo svagato.

В последний раз мы встретились  (1914)

В последний раз мы встретились тогда
На набережной, где всегда встречались.
Была в Неве высокая вода,
И наводненья в городе боялись.

Он говорил о лете и о том,
Что быть поэтом женщине - нелепость.
Как я запомнила высокий царский дом
И Петропавловскую крепость! -

Затем что воздух был совсем не наш,
А как подарок божий - так чудесен.
И в этот час была мне отдана
Последняя из всех безумных песен.